di Amedeo Lepore
su Il Mattino
Era dotato di un’intelligenza empatica, priva dell’inutile boria di alcune élites intellettuali.
Di lui colpiva, in particolare, l’estrema versatilità e la capacità di comprendere la complessità del mondo e dei suoi fenomeni. Erano qualità dovute, con ogni probabilità, al suo percorso formativo molto articolato e alla sua singolare esperienza di vita, difficile da racchiudere in una semplice biografia. Nato nel 1942 a Sant’ Anastasia, in provincia di Napoli, si era laureato in Ingegneria chimica all’Università Federico II e aveva conseguito un Master of science in Chemical engineering alla Washington University di St. Louis. Le sue prime occupazioni lavorative avevano riguardato un’azienda come la SAFOG di Napoli e, immediatamente dopo, come ricercatore, il Dipartimento di Ingegneria chimica della Washington University e il Laboratorio di ricerche su Tecnologia dei polimeri e reologia del CNR. Dal 1971 Nicolais è stato professore incaricato di Fisica e, poi, di Tecnologia dei polimeri alla Facoltà di Ingegneria dell’Università Federico II.
Dal 1977 si è indirizzato verso il campo manageriale, assumendo il ruolo di dirigente della Montedison, quale responsabile dell’Area materiali e del progetto del Centro di ricerche presso l’Istituto “Donegani” di Napoli, incarico di cui andava molto fiero ricordando i suoi inizi. A partire dal 1980 è diventato professore ordinario di Tecnologia dei polimeri e di Scienza e Tecnologia dei materiali all’Università Federico II, per svolgere, subito dopo, i compiti di professore affiliato presso il Dipartimento di Chemical Engineering della University of Washington di Seattle e di professore aggiunto all’Istituto di Materials Science dell’Università del Connecticut.
Dal1991 in poi, tra gli altri numerosi impegni, ha assunto-sempre alla Università Federico II -quelli di Direttore del Dipartimento di Ingegneria dei materiali e della produzione; Presidente del Corso di laurea in Ingegneria dei materiali e Coordinatore del Dottorato di ricerca in Biomateriali; Presidente del Polo delle Scienze e delle Tecnologie; fino a essere insignito del titolo di professore emerito dal Ministro dell’Università.
Come studioso, è stato autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche, tra monografie, contributi in volumi collettanei earticoli su riviste estere. È stato tra gli scienziati italiani maggiormente citati al mondo, nonché inventore di decine di brevetti internazionali. Gino Nicolais ha ricoperto incarichi in molte realtà, tra cui: Presidente del Consorzio “Innovare”; Direttore dell’Istituto per i Materiali compositi e biomedici del CNR; Presidente del Distretto Tecnologico sull’Ingegneria dei materiali e polimerici e compositi e strutture “IMAST*; Presidente di Città della Scienza; Presidente della Fondazione COTEC; Presidente di Getra Engineering & Consulting; Presidente della Fondazione Real Sito di Carditello; da ultimo, rappresentante dell’Italia negli organismi europei di ricerca Eic ed Eie. Inoltre, l’altra faccia della sua intensissima attività, come civil servant, ovvero di chi pone la sua competenza professionale e il suo senso civico al servizio della collettività, ha implicato ruoli di primo piano nelle istituzioni pubbliche, cui ha destinato una parte fondamentale della sua esistenza, soprattutto a cominciare dal 2000: Assessore a Università e Ricerca Scientifica, Innovazione Tecnologica e Nuova Economia della Regione Campania; Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione (XV Legislatura); Membro della Camera dei Deputati e Vicepresidente della Commissione Cultura (XVI Legislatura); Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
La sua laboriosità tecnica e professionale si è dispiegata nei principali Paesi a livello globale, oltre che, diffusamente, in Italia. Per non parlare dei riconoscimenti nazionali e internazionali, della partecipazione a società scientifiche e professionali, dell’organizzazione e della direzione di convegni internazionali, della presenza in comitati editoriali, che, da soli, richiederebbero un lungo elenco a parte. Infine, la competenza specifica in una molteplicità di settori avanzati ha dato prova di come Nicolais fosse un uomo poliedrico e moderno come pochi.
Un uomo, al contempo, delle istituzioni, della ricerca, dell’innovazione e dell’impresa, una personalità del fare con lo sguardo sempre rivolto alla costruzione dell’avvenire, attraverso un’opera instancabile. Nella sostanza, egli ha costituito una dimostrazione evidente di cosa dovrebbe essere l’accademia vera, non quella crespa e rinsecchita: un ponte verso la società e un’officina di futuro. La sua eredità è contenuta soprattutto in due grandi atti concreti che lascia, specialmente ai giovani. L’insegnamento di un maestro, come l’ha definito il Sindaco di Napoli, che si è dedicato generosamente alla costruzione non solo di una nuova generazione di ricercatori e professionisti, ma alla creazione di una classe dirigente di chiara ispirazione napoletana e meridionalista, con la mente saldamente rivolta alla soluzione dei complicati nodi del mondo attuale. La realizzazione della sua ultima creatura, Materias, dove ha raccolto il meglio della sua esperienza, con l’intento di nuove collaborazioni e scoperte, di un’azione alacre e ininterrotta per l’apertura di fronti inediti di cambiamento.
Quella di Gino Nicolais, allora è una grave perdita, che obbliga tutti, a cominciare dalle istituzioni, a cogliere questa circostanza per fare vivere ancora valorizzare un patrimonio di enorme portata, quale messaggio concreto per un’innovazione sociale a dimensione umana.


