Una due giorni dedicata a industria, lavoro e sviluppo nel Mezzogiorno. Ieri, il vicepresidente di Svimez, Gian Paolo Manzella, è stato nel Salernitano per una visita a una serie di imprese manifatturiere e agroindustriali del territorio. Oggi, alla Camera di Commercio di Salerno, è in programma il convegno «La libertà di partire, il diritto di restare», promosso da Consorzio Asi Salerno, Ficei e Svimez. «Per un’associazione come la Svimez che studia l’economia e la società del Mezzogiorno con il compito di elaborare proposte, andare a conoscere le imprese è un lavoro fondamentale», spiega Manzella, sottolineando che «il confronto diretto con chi opera sui territori significa dare volti e progetti concreti ai dati e alle interpretazioni e, alla fine, a dare una direzione più incisiva alle iniziative di policy».
LA VISIONE
Organizzati in collaborazione con il Consorzio Asi, gli incontri a La Doria ad Angri, alla De luliis Macchine a Fisciano, alla Trucillo e alla Cti FoodTech a Salerno sono state la conferma, viene evidenziato, della vitalità del territorio e dell’importanza di alcuni fattori chiave per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno, tra cui il rapporto con ricerca e università, il ruolo di impulso svolto dalle aree industriali e l’importanza essenziale di investire nella formazione come perno di competitività e di coesione. In questo quadro, secondo le analisi della Svimez, il Mezzogiorno ha una grande occasione. «Il territorio meridionale – viene rilevato – esprime punti di forza produttivi e potenzialità anche nei comparti più avanzati e ritenuti strategici a livello europeo: dalla farmaceutica allo spazio, dalla meccanica di precisione all’industria green. E, in questo senso, la Campania offre una chiave di lettura particolarmente interessante, precisamente per il suo essere legata a diverse specializzazioni d’avanguardia».
LE INDICAZIONI
Per farlo, secondo la Svimez, vanno seguite con attenzione le indicazioni europee più recenti. Che parlano di un dialogo sempre più stretto tra la dimensione di politica industriale e quella di politica di coesione; di sinergie e collaborazione stretta tra i diversi livelli amministrativi: regionale, statale, europeo; di un ruolo sempre più rilevante delle grandi imprese e dell’indotto che si crea attorno ad esse; di attenzione alla capacità dei territori di attrarre investimenti; di quadri regolatori semplici e certi; di un sostegno alle Pmi nell’accesso al credito e nell’avvicinarsi alle nuove tecnologie.
LA CRESCITA
Per il presidente del Consorzio Asi di Salerno e di Ficei, Antonio Visconti, «La crescita del Mezzogiorno passa oggi dalla capacità di valorizzare ciò che già esiste nei territori e di inserirlo in una strategia industriale coerente con le trasformazioni in corso e con le indicazioni europee». «In questo fa notare – il ruolo delle aree industriali può essere importante: come spazi di localizzazione di impresa e, allo stesso tempo, per promuovere collaborazioni tra imprese e un dialogo più profondo con il mondo dell’Università e della ricerca». Il convegno intende aprire un confronto qualificato sulle politiche industriali, sulle opportunità di crescita e sulle prospettive di sviluppo del Mezzo-giorno, in un contesto segnato dalle trasformazioni economiche europee e dalla necessità di rafforzare occupazione e competitività dei territori. Nel corso della mattinata sarà presentato il Rapporto Svimez 2025, a cura del direttore di Svimez, Luca Bianchi.


