La riforma del bilancio di coesione dell’UE era necessaria per rendere il meccanismo più efficace e reattivo, ma è il punto di caduta ad essere preoccupante. Elimina l’assegnazione automatica delle risorse, ora soggette a negoziazione nei piani nazionali. Il direttore della Svimez, Luca Bianchi avverte in una intervista rilasciata al Quotidiano di Puglia, che con meno fondi disponibili e nuove priorità come difesa e digitale, il Mezzogiorno rischia gravi penalizzazioni. Rischia così di aprirsi una competizione tra territori deboli, una guerra tra poveri.

La Svimez incontra la Presidente del Comitato Europeo delle Regioni Kata Tüttő
Un confronto sulle principali sfide e opportunità legate alla politica di coesione europea.
La Mid-term review salverà la coesione?
In questo nuovo numero di Informazioni Svimez si analizzano le implicazioni della Mid-term review dei fondi di coesione europei per il ciclo 2021-2027, che consente di riallocare le risorse verso le...
Il ricordo di Augusto Graziani, economista di fama internazionale, appassionato meridionalista e grande italiano
Pubblicato il nuovo numero della “Rivista economica del Mezzogiorno” di carattere monografico (n. 3/2024, disponibile sulla piattaforma rivisteweb), che raccoglie i contributi presentati alla...
Svimez, per difendere la Coesione occorre riformarla
Incontro a Bruxelles con vicepresidente Commissione Ue Raffaele Fitto.
Bianchi: No a risorse Pnrr e Coesione per emergenza dazi. Utilizzare i fondi per ridurre i divari territoriali a Sud.
L’uso dei fondi strutturali per i dazi danneggerebbe sviluppo e inclusione nel Mezzogiorno.
Attuazione e prospettive del federalismo fiscale
Audizione Svimez in Commissione parlamentare: tra definizione Lep e recupero deficit infrastrutturale. Sono intervenuti Adriano Giannola e Carmelo Petraglia.
“Chiamata alle armi” per la coesione
Il Piano Rearm Eu propone un utilizzo delle risorse della coesione inconciliabile con i suoi obiettivi di inclusione economica,
sociale e territoriale. La coesione rappresenta un pilastro costitutivo dell’Unione europea che non può essere indebolito di
fronte ad ogni emergenza. Tuttavia, il basso tasso di spesa del ciclo 2021-2027 e il debole consenso politico intorno a questa
politica potrebbe determinare, come avvenuto in passato, e nonostante le dichiarazioni di principio, una forte pressione della
Commissione e delle stesse istituzioni nazionali per un loro utilizzo per investimenti nella difesa. Non basta dunque opporsi a
tale proposta ma occorre prendere atto dell’urgenza di una profonda riforma che faccia i conti con i suoi «fallimenti» ma che
sia in grado di valorizzarne il potenziale in termini di costruzione di un’Europa più inclusiva e competitiva.
“Politiche di austerità, minaccia soprattutto per il Sud”
Laura Polverari su previsioni Svimez 2024-2026: crescita debole, Sud sostenuto dal Pnrr ma frenato da scelte fiscali e ritardi amministrativi.