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Coesione Ue: «La riforma non sia pagata dai deboli. Si rischia una guerra tra i più poveri»

La riforma del bilancio di coesione dell’UE era necessaria per rendere il meccanismo più efficace e reattivo, ma è il punto di caduta ad essere preoccupante. Elimina l’assegnazione automatica delle risorse, ora soggette a negoziazione nei piani nazionali. Il direttore della Svimez, Luca Bianchi avverte in una intervista rilasciata al Quotidiano di Puglia, che con meno fondi disponibili e nuove priorità come difesa e digitale, il Mezzogiorno rischia gravi penalizzazioni. Rischia così di aprirsi una competizione tra territori deboli, una guerra tra poveri.

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Tra competitività e coesione. Vicende della politica industriale UE (1958-2025)

Pubblicato il numero 73 della collana Quaderni Svimez. Gian Paolo Manzella e Marcella Panucci vi tracciano una storia dell’evoluzione della politica industriale europea; ne sottolineano i “punti di incontro” con l’intervento a sostegno dello sviluppo regionale; delineano tendenze e piste di lavoro che si aprono per il policymaking: da Bruxelles ai territori.

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Al via la prima edizione del Master in Politica, Economia e Società per lo sviluppo del Mezzogiorno

Promosso dalla School of Government della Luiss. Previste borse di studio anche grazie al contributo della SVIMEZ. Tra i docenti il direttore Luca Bianchi. Gli insegnamenti copriranno le seguenti aree tematiche: culturale, sociale, economica, geopolitica e istituzionale. La direzione del master sarà affidata ai professori Gaetano Quagliariello, direttore della Luiss School of Government e Carlo Borgomeo. Sono stati chiamati a far parte della faculty accademici e tecnici delle diverse materie, in modo da combinare sapere teorico e conoscenze pratiche.

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Dazi, impatto di 3,8 miliardi sul Pil. Export del Sud rischio -9%

Secondo l’analisi SVIMEZ realizzata per Il Sole 24 Ore, i dazi annunciati dagli Stati Uniti verso i prodotti europei potrebbero costare all’Italia fino a 5,4 miliardi di euro di Pil, con una perdita occupazionale stimata tra 27mila e oltre 76mila unità lavorative annue. Il Mezzogiorno, pur registrando un impatto più contenuto sul Pil, subirebbe effetti più pesanti sulle esportazioni, soprattutto nei settori automotive, agrifood e farmaceutico, con rischi significativi per l’equilibrio macroeconomico territoriale.

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L’Automotive nel 2024

Crisi dell’auto e ruolo chiave del Mezzogiorno: produzione in calo, preoccupazioni occupazionali e prospettive future. Qui il comunicato stampa.

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